Triplet mountains.

Finalmente una nevicata anche sul confine francese, ma cosa fare? dubbi incertezze ma alla fine scelgo di rimanere nelle valli “di casa” e puntare a qualche idea nella valle Thuras essendo da solo. In attesa di novità sul Coronavirus che potrebbe diventare una pandemia su scala globale.


Dettagli e descrizione GITA:

Quota di partenza : 1450m

Quota vette (m) : 2480-2900-2550

Dislivello complessivo : 2200m circa

Difficoltà : BS

Esposizione: prevalente nord

Periodo consigliato: dicembre-aprile 

Una gita particolare, un giro lungo ma molto soddisfacente: tre cime in concatenazione. 

Si sale da Bousson e si segue la strada per il Lago Nero, appena lo si raggiunge si devia in direzione del Fournier che si vede sulla sinistra in modo evidente. Raggiunta la cima si scende o dalla sud diretta (se la sicurezza lo consente) oppure si fa l’anello dal colle Chabaud. 

Scesi nel vallone del Dormillouse si risale la dorsale sulla destra e si raggiunge la cresta che porta lo stesso nome fino al punto più alto, dopodichè si scende uno dei canali in base alle condizioni e si raggiunge la base del monte Giassez, da qui si segue il percorso classico e si raggiunge la cima. La discesa può essere fatta sia dai pendii a ovest che quelli a nord. Si rientra a Thures e dopo a Bousson in base all’innevamento quasi tutto sci ai piedi anche se ci sono lunghi pezzi in piano. 

 

By www.gulliver.it 


Meteo del giorno

Cielo sereno tutto il giorno 

Venti deboli o localmente moderati di tramontana. 

Zero termico a 1700m nelle ore centrali. Giornata nel complesso fredda.

Innevamento buono, nella media stagionale con 30/50cm di neve fresca fatti 24h prima

Pericolo valanghe: 3

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

– 1500m:      30-80    polverosa

– 2000m:     50-200  polverosa

– 2500m:     80-250  polverosa

– 3000m:     120-200  polverosa


Triplet Mountains 

Finalmente un po’ di neve nelle nostre valli, ma le idee di una gita top sono poche e soprattutto sono da solo.

Arrivo a Bousson non troppo presto e risalgo l’ormai conosciutissima salita verso il lago nero,  voglia poca e tanto, tanto freddo, con il sole che a tratti riesce a infiltrarsi tra la vegetazione, ma non scalda una cippa. Stranamente non c’è nessuno e l’ambiente è nettamente invernale con gli alberi carichi della neve fresca. 

Raggiunto il Lago Nero finalmente mi sono scaldato e punto diretto alla Fournier, senza tanta convinzione a dire il vero, ma la traccia è buona e voglio mettere il naso nel vallone della Dormillouse, nella speranza di avere gamba e idee per fare qualche discesa interessante. 

Raggiungo la cima velocemente e nel frattempo mi raggiungono altri 2 skialp con cui scambio qualche parola, il vallone è bello, vedo una traccia che sale verso la cresta della Dormillouse e decido di scendere, la sud diretta è dura e non mi piace allora faccio l’anello dallo chabaud su neve a tratti ventata a tratti polverosa, purtroppo la pendenza è blanda e mi impianto pure poco dopo il colle, devo rimettere le pelli. 

Ora salgo in direzione cresta della Dormillouse, la traccia è perfetta e il paesaggio magnifico, un oceano di farina, tutto bianchissimo, faccio diverse foto e procedo con una gamba devo dire inaspettata. Mentre arrivo in cresta incontro altri skialp, il tragitto per raggiungere il culmine della cresta è piuttosto lungo, impiego grossomodo 1h e gli skialp rimangono un po’ prima per scendere un altro canale che hanno visto. Io punto invece a un altro canale più alto che vedo intonso. Arrivo sulla cima e mi preparo per la discesa, la prima parte è un po’ ventata ma poco dopo diventa spettacolare con polvere bellissima super divertente, me la faccio tutto in un fiato fino al pianoro in cui mi ricongiungo al percorso classico della Dormillouse. Spettacolo puro, divertito. Scendo ancora un tratto tenendomi a destra dove faccio qualche bella curva poi arrivo alla base del Giassez con qualche difficoltà, ripello o non ripello verso la cima?

Ripello! e faccio anche il Giassez per completare il triplet mountains, le temperature nonostante l’ora centrale sono ancora ben al di sotto dello zero e la traccia anche qui spettacolare, mi preparo e ricomincio a salire.. stavolta il dislivello inizia a farsi sentire sulle gambe ma lentamente e costantemente riesco arrivare anche su questa cima. Foto, video e mi ripreparo a scendere, a cannone, prima parte ventata e non entusiasmante poi bellissima farina anche se la pendenza non proprio al top e le tracce già molto numerose, scelgo una linea più centrale e trovo ampi spazi intonsi dove tracciare la mia linea, molto molto goduriosa. 

Ultima parte più pallosa, ma già lo sapevo; rientro alle baite chabaud e poi giù fino a thures sulla mulattiera innevata e poi al ponte, dove mi aspetta una lunga camminata. Arrivo a Bousson dopo un’ora abbondante camminando prima sulla strada per le motoslitte e poi sulla statale, solo all’ultimo sfruttando ancora un prato innevato. 

Soddisfatto della gita e ottimo allenamento.

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