Mombarone + Torretta

La prima gita interessante della stagione!! daje…


Dettagli GITA:

Quota di partenza : 1230m

Quota vetta : Mombarone (2371m)  Torretta (2230m)

Dislivello complessivo : 1950m

Difficoltà : OS + BS

Esposizione: Sud-sud/ovest

Periodo consigliato: dicembre-febbraio


Descrizione itinerario:

Partendo dal parcheggio sopra Andrate a quota 1250m circa si risale il vallone del Mombarone quasi interamente esposto a sud. Arrivati al fondo con un paio di rampe più ripide si accede alla cresta che conduce, dapprima al rifugio, poi alla Cima del Mombarone a quota 2371m.

Si scende dal canale sud est dopo aver passato nuovamente il rifugio, poi si riprende il percorso dell’andata fino a raggiungere il penultimo pianoro a quota 1550m. Da qui si ripella sulla dorsale in pieno sud e si raggiunge, andando sempre dritti, la cima Torretta (2230m)


Meteo del giorno

Cielo completamente sereno

Venti deboli con qualche rinforzo sulle creste da est.

Zero termico attorno ai 1800m nelle ore centrali

Innevamento ottimo oltre i 1500m ma lavato dalla pioggia fino a 2000m.

Pericolo valanghe: 2/3

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

– 1500m:      20-70       crostosa/trasformata

– 2000m:     70-100     crostosa/trasformata

– 2500m:     150-220    polverosa

Situazione barica del giorno:


Mombarone + Torretta

La stagione avanza verso il cuore dell’inverno, stavolta organizzo con i ragazzi di Effetto Albedo che mi trascinano dalle loro parti, esattamente sopra Ivrea a fare una doppietta che alla vigilia avevo sottovalutato. 

Partiamo da un parcheggio sopra Andrate e facciamo un po’ di sano portage seguendo una mulattiera che porta verso il vallone del Mombarone, il paesaggio si apre quasi da subito verso la pianura con una luce spettacolare. la situazione neve considerando esposizione dei pendii e la stagione è ottima, le nevicate di novembre qui sono state abbondanti e hanno già creato un notevole fondo, un po’ di pioggia fino a quasi 2500m ha “piallato” la neve al suolo, una situazione che paradossalmente la mette al riparo da possibili venti tempestosi.  

L’ascesa nel vallone è ottima, saliamo belli spediti seguendo una dorsale, il sole è tiepido e le gambe rispondono bene, anche se la neve è dura non soffro particolarmente con la split grazie alle poche contropendenze e alla neve già leggermente morbida dei pendii a sud. 

In corrispondenza della rampa di accesso al colle mettiamo i ramponi, il paesaggio sulla pianura toglie il fiato e faccio diverse foto. Salendo al colle arriviamo al Rifugio Mombarone, parzialmente seppellito di neve, da qui la cima è evidente e dopo un’ultima rampa la raggiungiamo. Arrivati in vetta ci guardiamo attorno e discutiamo sulle possibili linee di discesa, Francesco prova a scendere un primo pezzo sulla est diretta ma la neve è durissima e deve ritornare su con l’aiuto di Giancarlo, in modo un po’ rocambolesco aiutandosi con una picozza e rimettendo i ramponi. Decidiamo quindi di scendere dalla classica, magari deviando in qualche canale sud est diretto che è già più “cotto” dal sole. 

Prima discesa con la nuova split Rossignol, ed è subito feeling.. già dalle prime curve la trovo giocosa e reattiva ma nello stesso tempo sicura e performante. Arriviamo al colle vicino al rifugio e valutiamo bene dove scendere, ci sono un paio di canali diretti con neve apparentemente buona, scendiamo uno alla volta ed effettivamente niente male! curve su due dita di cremina su fondo duro e in breve tempo arriviamo al pianoro superiore e da qui, riprendiamo la strada fatta in salita, con pendii nel complesso divertenti anche se con neve ancora duretta.

In breve tempo arriviamo a quota 1500 e decidiamo, nonostante l’orario, di salire anche la cima Torretta.. le gambe sono un po’ stanche ma lentamente e inesorabilmente riusciamo a risalirla tutta su una immensa dorsale liscia come un biliardo, poi su una larga cresta spartiacque con la valle di Gressoney.

La luce inizia ad essere più bassa e calda, ci prepariamo nuovamente per la discesa e decidiamo di scendere dall’altro versante, la direttissima su Andrate. Scelta azzeccata, neve perfetta, firn da favola e discesa veloce e divertente fino al limite del bosco dove poi riprendiamo il sentiero con qualche acrobazia e infine arriviamo alla macchina.

Niente male come giornata con dislivello di tutto rispetto. 

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