Esploriamo zone poco battute, andare con la splitboard è anche questo!

Crabun!! 


Dettagli e descrizione GITA:

Quota di partenza : 1100m

Quota vetta : 2710m

Dislivello complessivo : 1610m

Difficoltà : OS

Esposizione: sud

Periodo consigliato: dicembre-febbraio

Da Fey, seguire la strada fino a Croux 1350.
Seguendo le tracce del sentiero, risalire il torrente sulla destra orografica, passare poi sulla sinistra a ~1600. Salire il ripido pendio che porta ai piani dell’ Alpe Pian 1785.
Portarsi poi all’alpe Barmetta 2005.
Salire quindi la ripida dorsale S-S/E che porta a 2500 m della cresta E.
Di qui si sale alla punta, sci ai piedi con buone condizioni.

By Gulliver.it


Meteo del giorno

Cielo sereno con stagnazione delle nuvole sulla pianura

Venti assenti o deboli

Innevamento discreto ma completamente sparito sotto i 1600m a sud, buono dai 2200m in su

Pericolo valanghe: 2

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

– 1500m:      0-30     compatta

– 2000m:     50-120   trasformata/compatta

– 2500m:     80-150   trasformata/compatta

Situazione barica del giorno:

Il Crabun

Orario super sovietico. inevitabile, le pareti sud necessitano di lunghe osservazioni e spesso di partenze notturne. Il riscaldamento globale, con l’aumento delle temperature invernali medie ha peggiorato le cose. Questa gita alla vigilia mi aveva ispirato per il fatto di essere lontana dai percorsi abituali e di essere incredibilmente in condizioni.

Con le luci frontali seguiamo dapprima la strada statale poi arrivati all’ultima frazione deviamo sul sentiero estivo a quota 1400m, già privo di neve, la temperatura è tutt’altro che fredda, di poco sottozero, il cielo super stellato spettacolare. Avanziamo con le luci frontali, la mia non è che sia il massimo come luminosità mentre quella di altri compagni un faro da stadio. Arriviamo a una gorgia svalangata che ci dà qualche problema, qualcuno mette addirittura i ramponi mentre io riesco con gli scarponi, sebbene con qualche acrobazia, nel frattempo defeco pure in un angolino.

Arrivati al primo pianoro è ora di mettere la split, la luce soffusa dell’alba inizia a illuminare le cime più alte con un colore magenta che sfuma scendendo di quota in un rosa delicato, il cielo sullo zenith assume minuto dopo minuto una transazione dal turchese al blu e l’orizzonte a sud si incendia in un festival di rossi, arancioni e gialli sovrastanti un mare di nuvole basse che copre la pianura, quasi a proteggerla dai rigori dell’inverno come una coperta. Ovviamente il paesaggio fantastico mi permette di fare diverse foto, niente male.  

La progressione in salita ad un certo punto impone i ramponi: la neve troppo dura ma il problema è che la crosta spesso non è abbastanza portante, facendoci sprofondare ogni tanto. Arriviamo in un altro pezzo della dorsale dove riusciamo a rimettere la split grazie alla neve leggermente più morbida, nel frattempo il sole ha conquistato l’anfiteatro del Crabun, facendo impennare di colpo il termometro, sudo come un porco. 

Arriviamo finalmente al colle della cresta Est, non manca molto, dobbiamo però nuovamente togliere la split e proseguire con i ramponi, il panorama è davvero spaziale con un sole fotonico, bellissimo. La cresta è un po’ lunga e la neve a tratti addirittura polverosa, seguo la traccia di Stefano che è il primo ad arrivare in cima. Le gambe iniziano a farsi sentire, sono piuttosto stanco. Arrivo finalmente in cima al Crabun e mi riposo aspettando gli altri, Francesco ha avuto problemi con la spalla in salita ma nulla di grave per fortuna. 

Discesa rapida perché temo che il sole scaldi. I pendii sembrano abbastanza sicuri ma la prudenza non è mai troppa, specialmente osservando i pendii che dovremmo attraversare che su altri versanti sono stati solcati da scaricamenti e addirittura valanghe di fondo, qualche inquietante bocca di balena mi fa tenere le antenne dritte e opto per la prima parte di seguire il percorso della salita, almeno in parte. Appena superati i primi 300m mi sento più tranquillo e iniziamo a dare gas su neve transformer bellissima, giusto due dita di cremina su fondo duro. i pendii sono davvero bellissimi, ampi e regolari.. in breve tempo arriviamo al pianoro principale basso dove facciamo qualche foto e video con il drone.

L’ultima parte togliamo gli assi e la ultimiamo a piedi, non è velocissima in quanto dobbiamo camminare sul lungo sentiero estivo e poi sulla statale, dopo quasi 1h e mezza arriviamo alla macchina. 

 

 

DJI-0084-MP4-snapshot-01-40-2019-12-30-23-37-00

DJI-0085

DJI-0090

DSCF7866

DSCF7870

DSCF7877

DSCF7879

DSCF7881

DSCF7883

DSCF7886

DSCF7887

DSCF7889

DSCF7890-Pano

DSCF7890-Pano-Web

DSCF7902

DSCF7904

DSCF7907

DSCF7921-Pano

DSCF7923

DSCF7924-Pano

DSCF7930

DSCF7935

DSCF7938

DSCF7939

DSCF7940

DSCF7941

DSCF7942

DSCF7943-Pano

DSCF7943-Panoweb

DSCF7955

DSCF7959

DSCF7960

DSCF7962

DSCF7963

DSCF7969

DSCF7970

DSCF7970-Linea

GH014653-MP4-snapshot-00-28-2019-12-30-23-35-17

GH014653-MP4-snapshot-00-39-2019-12-30-23-35-56

GH014655-MP4-snapshot-00-18-2019-12-30-23-34-31

GH014655-MP4-snapshot-00-19-2019-12-30-23-34-38

GH014655-MP4-snapshot-00-24-2019-12-30-23-34-49

GH014656-MP4-snapshot-02-21-2019-12-30-23-33-51

GH014658-MP4-snapshot-00-32-2019-12-30-23-30-44

GH014658-MP4-snapshot-01-30-2019-12-30-23-31-57

GH014658-MP4-snapshot-01-32-2019-12-30-23-32-05

GH014659-MP4-snapshot-00-22-2019-12-30-23-29-25

GH014659-MP4-snapshot-00-36-2019-12-30-23-30-15

GH014660-MP4-snapshot-00-02-2019-12-30-23-27-49

GH014660-MP4-snapshot-01-21-2019-12-30-23-28-14

GH014660-MP4-snapshot-01-32-2019-12-30-23-28-35

GH014662-MP4-snapshot-00-07-2019-12-30-23-27-08

GH014662-MP4-snapshot-00-08-2019-12-30-23-27-22


image hoster

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *