Chateau Blanc

E valle d’Aosta sia… nevica solo più li ormai, situazione imbarazzante altrove. Inverno inesistente, uno dei peggiori di sempre ma per fortuna ci sono ancora zone che si salvano, almeno sotto il profilo delle precipitazioni.


Dettagli e descrizione GITA:

Quota di partenza : 1550m

Quota vetta : 3408m

Dislivello complessivo : 1850m

Difficoltà : BSA

Esposizione: Nord-Est

Periodo consigliato: dicembre-giugno

Dal secondo tornante della strada sopra Planaval si prende una larga mulattiera (Alta Via numero 2) che con molte giravolte sale a nord ovest lungo la lungo la massima pendenza (prevedere di portare gli sci in spalla).
Più avanti la traccia piega verso sinistra e, aggirato uno sperone roccioso, si raggiungono dei pendii piu dolci. Da qui, sci ai piedi, si raggiunge la Montagna del Ghiacciaio, 2163 m, da dove, con un’ulteriore svolta a sinistra si sale nel bel vallone che immette sul Ghiacciaio di Cháteau Bianc. Si passa così alle Baracche di Fondo, 2340 m per proseguire poi verso il Passo di Planaval. Sotto al passo si piega a sinistra e si continua la salita non ripida passando sotto le pendici del Flambeau e del Doravidi per arrivare alla spianata nei presso del colle dello Chateau Blanc. Senza andare al colle, si risale il versante NNE fino ad un colletto della cresta NE. Si segue ora la breve cresta a piedi senza difficoltà fino all’anticima poi, più affilata fino alla cima posta poche decine di metri più a sud.

Discesa:
Si ritorna sulla traccia di salita fino intorno ai 3200 m circa. Qui si volta a destra (nord est) e si percorre il labbro destro del ghiacciaio scendendo su pendii ripidi. Ci si tiene a destra del costolone morenico (quota 2873) e si prende il vallone del Rio Orfeuille tenendosi più o meno al centro. Lo si discende fino ai piani ove sorgono le Alpi Plan Petet, 2284 m. Qui occorre andare a sinistra per evitare un tratto a imbuto. Si ritorna poi al centro del vallone con direzione nord nord-est fino ad arrivare ai piani appena sopra a Planaval.

Variante salita:
Quello descritto come itinerario di discesa puo’ essere percorso anche in salita, specie in stagione avanzata, quando la strada forestale fino ad Orfeuille e’ sgombra:
all’ entrata del piano di Planaval girare a sx per la strada forestale (vietato l’ accesso) con direzione prima Miollet, poi dopo 200 m. Orfeuille – Plan Planet.
Seguirne il tracciato fino alle baite di Orfeuille (1950 m.).
Per valloncelli che alternano tratti piu’ o meno ripidi si raggiunge la base del ghiacciaio con cui ci si ricongiunge con l’ altro itinerario

By Gulliver.it


Meteo del giorno

Cielo coperto al mattino con progressivo miglioramento durante la mattinata fino a cielo completamente sereno nel pomeriggio

Venti deboli con locali rinforzi sulle creste

Innevamento discreto, nella media stagionale ma spazzato fortemente dal vento in quota, specialmente i pendii a ovest, nord ovest completamente puliti. Circa 20/30cm nei giorni scorsi di neve nuova ma in quota spazzati.

Pericolo valanghe: 1

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

– 1500m:      50-120    polverosa

– 2000m:     150-250  polverosa

– 2500m:     200-300  polverosa

– 3000m:     150-300 polverosa


Chateau Blanc

Una gita che ispira, in un ambiente grandioso, la vedi andando verso la Valdigne già dall’autostrada, con i suoi immensi plateau che ti fanno sbavare.. 

Organizzo con Mirko e dopo il solito briefing a park di Ivrea decidiamo di salire e valutare la situazione neve, c’è in ballo anche l’opzione della becca di Tos ma potremmo valutarla solo arrivando li. 

Arrivati in Valgrisanche confermiamo lo Chateau Blanc, i pendii a Nord Ovest sono terribili, quasi interamente spazzati dal vento mentre i migliori sono quelli Tra nord est e sud est, come del resto sospettavamo alla vigilia, i venti prevalenti e le perturbazioni sono state unicamente da Ovest e Nord Ovest. 

Ci prepariamo e dopo un caffè ci mettiamo in marcia battendo traccia, la neve è bella polverosa, è nevicato il giorno prima con circa 30/50cm di neve fresca, la temperatura non eccessivamente bassa, la salita è da subito un po’ faticosa per via anche di un lungo traversone un po’ ravanoso sopra il bosco che ci fa accedere al primo pianoro per accedere ai pendii superiori e al vallone del Chateau, altri skialp ci raggiungono nel frattempo per darci man forte per battere traccia, nel frattempo sentiamo un elicottero arrivare…nooo! siamo in Valgrisanche dove l’eliski è concesso, purtroppo anche loro hanno visto i pendii bellissimi dello chateau blanc e hanno fatto un carico di facoltosi americani portandoli in cima, brutta storia, questi tritano tutto.. un altro giro, ancora un altro e il nervoso sale.. 

Il pendii di questa gita sono davvero infiniti e le gambe arrivati al ghiacciaio si fanno sentire, l’elicottero sembra non portare più nessuno su, 

 

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