Proviamo questo bellissimo canale in zona Viso

 

La situazione innevamento resta eccezionale su tutte le Alpi e quindi ne approfittiamo con un giorno di ferie preso in extremis.

 

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Dettagli GITA:

 

quota di partenza (m): 1725m

quota vetta (m): 3075m

dislivello complessivo (m): 1350m

difficoltà: (4.3/5.1) E3

Esposizione: NordEst

Periodo consigliato: febbraio-maggio

 

 

descrizione itinerario:

 

Seguire il classico itinerario per il coulour Bianco,salire il conoide per un centinaio di metri di dislivello,poi quando si allarga spostarsi molto a sinistra per raggiungere un poco evidente canale che si inoltra nella parete della Venezia,giunti ad una selletta spostarsi ancora a sinistra per raggiungere un altro canale che sale dritto contro una enorme roccia a tetto.Di qui a sinistra se le condizioni lo permettono si sale un’ultima paretina che porta a pochi metri dalla cima.

 

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Meteo del giorno

 

Cielo sereno tutto il giorno con visibilità eccellente, qualche nuoletta innocua verso la pianura

Zero termico nelle ore centrali: 2600m in forte aumento.

Venti assenti o deboli

Innevamento eccellente! a tutte le quote in funzione della stagione

 

Pericolo valanghe: 3

 

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

 

– 2000m:  100-250    primaverile/compatta

– 2500m:  200-300    compatta/polverosa profonda

– 3000m:  200-300    polverosa profonda

 

Situazione barica del giorno e temperature

 

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L’orario è sempre più sovietico, a causa della stagione che sta inesorabilmente avanzando, inoltre è previsto un rialzo termico in giornata che aumenta la necessità di partire prestissimo.

 

Arriviamo al Pian della Regina nel buio totale, ci prepariamo..laccio dello scarpone sinistro si rompe, fanculo..  inziamo a risalire con la frontale il vallone in direzione Pian del Re. Qui la neve è dura ma si sale agevolmente togliendosi le assi dai piedi.

Raggiunto il Pian del Re arriva l’alba, magica, che incendia tutto l’anfiteatro del Monviso, uno spettacolo commovente. I ragazzi sono visibilmente soddisfatti da quello spettacolo e faccio qualche video e foto per celebrarlo.

 

La salita nel vallone è su neve comppatata dal vento, la temperatura è per nulla fredda e procediamo piuttosto veloci. Sulla sinistra è ben evidente il canalone del Porco con qualche vecchia traccia, mi torna in mente la gita dello scorso anno in un contesto solitario sulla punta Udine, gran bella gita sebbene la neve non fosse proprio al top.

 

Raggiungiamo il couloir bianco già abbondantemente soleggiato, diverse valanghe l’hanno martoriato e reso piuttosto brutto esteticamente, poco male. La neve inizia ad essere molto profonda ed è giunto il momento delle Verts, ma nonostante quelle la fatica è davvero tanta con neve profondissima. Con una diagonale individuiamo il canale NNE della Venezia e in ombra inziamo a risalirlo, il sottoscritto batte traccia con un buon ritmo.

Il sole inizia a lavorare molto sui pendii soleggiati e diverse scariche di neve risuonano ovunque, non è certamente il massimo in termini di sicurezza, dobbiamo velocizzare la progressione.

 

Arrivati alla seconda parte del canale tutto si apre verso la valle e la pendenza aumenta sempre più, la morfologia del canale è superba e super estetica con pennacchi di roccia incappucciati di neve che rendono l’ambiente alaskiano.. ancora scaricamenti dai pendii soleggiati di fanno stringere nuovamente il culo e decidiamo, vista l’ora, di non raggiungere più la cima, troppo pericoloso.

Raggiungiamo quindi una piccola cengia al riparo da eventuali scariche, grossomodo a 2850m dove ci facciamo una piazzolla per prepararci alla discesa.

 

La prima parte è ripidissima e scendo abbottonato. inzio a curvare subito dopo ma non riesco a imprimere alla tavola il controllo che cerco, le curve sono prive di stile e poco coordinate, nella parte più stretta del canale inforco pure l’unica pietra penso che ci sia e cado, per fortuna nel modo giusto e sbatto leggeremente il ginocchio, impreco e riprendo il controllo, stavolta con curve via via sempre migliori uscendo dal canale infine a tutto gas. Ma non sono soddisfatto per nulla della mia sciata. Lo scarpone molle sinistro può aver influito, così come ancora un controllo non del tutto definitivo della Furberg.

L’ultima parte del Couloir Bianco è divertente ma la neve ha già mollato, infine rientriamo dal Pian del Re piuttosto veloci e raggiungiamo velocemente la macchina.

 

 

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