Una stagione davvero ricca di uscite e di emozioni…

Questa volta grazie a una bella nevicata in quota ce ne andiamo nelle valli di casa per una gita frequentata ma non per questo da snobbare, le cundi sembrano ottime e il percorso è sempre stato nella mia lista dei desideri.

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Dettagli GITA:

quota di partenza (m): 1829m 

quota vetta (m): 3189m

dislivello complessivo (m): 1360m

difficoltà: BS 

Esposizione: Varie

Periodo consigliato: aprile

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Sommario Gita

Dalle Grange della vallesi raggiunge in breve seguendo la stradina il Rifugio Levi-Molinari 1849 m. Da dietro il rifugio seguire il sentiero per portarsi sul ripido pendio iniziale che si risale al centro passando proprio sotto a una cascata di ghiaccio poi verso dx (croce del soldato) per raggiungere il rado bosco su pendii meno ripidi. 

continuare per la max pendenza fino ad un tratto fuori dal bosco e spostarsi a dx fin sotto un baraccamento (ruderi già visibili dal fondo valle); 

salire decisamente il ripido pendio canale a sx e traversare quindi a dx per portarsi nei pressi di tale baraccamento.

Scendere leggermente nell’ampio vallone che con due strappi porta sotto il Roc Peirous o Truc Peiron in corrispondenza di un ampio pianoro: proseguire in traversata leggermente ascendente in direzione del passo dei Fourneaux, deviando in ultimo decisamente a sx per l’ampio crestone che porta in punta (croce), assottigliandosi negli ultimi metri.

From www.gulliver.it

– Gita adatta sia a sci che a snowboard

– Pendenze tra i 20° e i 35°

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Meteo del giorno

Alta pressione e gran sereno con visibilità eccellente 

Zero termico  nelle ore centrali: 2400m in aumento.

isoterma -10 nelle ore centrali:  3800m in aumento.

Venti totalmente assenti con locali brezze sui colli e cime 

Innevamento nel complesso ottimo fin verso i 2000m con 40cm di neve fresca a 3000m!!

Pericolo valanghe: 3

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

– 2000m: 0-100          primaverile

– 2500m: 130-180       primaverile

– 3000m: 200-300     crosta portante/polverosa

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Il rifugio Levi Molinari è sempre saltato all’occhio tutte le volte che esploravo su google earth i pendii della Valle Susa, al centro c’era sempre lui, ma a causa delle scarse informazioni che avevo sulla strada per raggiungerlo ho declinato spesso l’intenzione di andarci come base per fare qualche gita.

Anche questa volta l’idea fino alle 7 del mattino non era di raggiungerlo, nè di fare una gita da queste parti ma di salire la cima Vallonetto partendo da Rochemolles, una gita poi esclusa riflettendo sull’enorme spostamento e i pendii troppo blandi che la valle fredda hanno. Quindi con Davide decidiamo di andare al Levi molinari e di fare il Truc Peyron, una decisione arrivata davvero in extremis quando eravamo già a Susa con l’auto. La strada per raggiungerlo è molto meglio di quello che pensavo, pulita e asfaltata praticamente fino alla fine. Parcheggiamo nei pressi di una curva con piazzolla attrezzata e da subito notiamo che ci sono decine e decine di skialp.

Il posto è stupendo, un immenso prato fiorito circondato da un anfiteatro di montagne imponenti innevate, tagliamo dal bosco e raggiungiamo la base di un primo ripido scivolo con alcuni resti di valanga, decido senza esitare di mettere i ramponi visto che vedo skialp già in affanno nel salirlo e alcuni anche scivolare rovinosamente.

Davide mette già il turbo e fatico a raggiungerlo, superato il primo scivolo calzo anch’io la split e inzio a risalire l’ultima parte del bosco con un innevamento davvero eccellente per la stagione, la traccia è super battuta e incontro pure un nutrito gruppo di skialp di un corso di sci alpinismo diretti al Sommelier.

Risalgo piuttosto bene le rampe che si susseguono esposte a sud est dopodichè raggiungo una balza dove inizio a vedere il vallone del Truc Peyron con pendenze piuttosto blande che mi fanno storcere il naso, unica cosa positiva è la neve: una spanna di polvere su fondo duro. Sulla destra vedo un bel canale che accede ai pendii superiori ma a metà è ben evidente una placca da vento che è meglio non andare a smuovere, le mie ambizioni vengono subito frenate.

Il vallone tutto sommato, risalendolo, scopro che non è così male, le pendenze sono blande ma è praticamente intonso e la neve super veloce, inoltre qualche cambio di pendenza mi permetterà in discesa di dare più gas. La temperatura non è troppo calda e la traccia molto comoda, in poco tempo raggiungo il colle da cui vedo anche il Sommerlier sulla destra con i suoi altopiani decisamente poco sciabili, praticamente piatti ma molto belli.

Risalgo ora con neve sempre più profonda e fresca, ad occhio almeno 30/40cm di nuova, la progressione è più faticosa e vedo Davide già in cima! lentamente ma inesorabilmente arrivo alla cresta finale e infine sono in vetta split ai piedi. 

Il panorama è superbo: tutta la valle Susa a 180° sotto di me, un contrasto di bianco invernale e verde della primavera dei fondovalle, dall’altra parte per i restanti 180° tutte le cime più alte del confine con la Francia severe e scintillanti di neve fresca…

In discesa decidiamo di passare dal pendio diretto dalla cima sui 40°, stupendo! polvere invernale magnifica dove le curve sono strette, eleganti e spumeggianti, il pezzo però è breve e raggiungo il colle con un traversone. 

Il vallone principale in discesa si rivela pure meglio del previsto; le pendenze blande si fanno perdonare con la velocità della neve che mi ha consentito di dare gas fino al massimo consentito, in ampi pezzi sono andato praticamente dritto con metà della tavola nella neve!! esilarante..

Finito il vallone 10m di risalita ma senza noia, poi si sono aperte le rampe a sud, pensavo fossero ormai polenta da ristorante e invece… super sciabili.. con curve ampie su neve primaverile compatta, anche il bosco incredibilmente ha retto al sole di aprile con firn eccezionale fino all’ingresso del primo scivolo. Qui è iniziato un po’ di pericoloso ravanaggio con la tavola in mano per accedere alla parte più liscia a destra, sudata notevole ma poi sono riuscito a ricalzare la split e scendere fino al pianoro dove ci siamo goduti una meritata pausa al sole.

Piacevole rientro in auto a piedi sui bellissimi prati del Molinari, con fiori coloratissimi e sole tiepido..

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