Condizioni di innevamento PESSIME ma giorno di ferie.. che fare??

Una stagione che è iniziata nivologicamente molto bene ma che sta subendo un tracollo, specialmente sulle Alpi torinesi, un tracollo a colpi di venti da uragano in quota che hanno spazzato via tutto il ben di dio che c’era…

Ce ne andiamo quindi a fare una “scampagnata” skialp in Val Germanasca, cercando ed esplorando un anello che mi ha sempre affascinato passando per la Founset.

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Dettagli GITA:

quota di partenza (m): 1450m

quota vetta (m): 2800m

dislivello complessivo (m): 1350m

difficoltà: BSA

Esposizione: varie

Periodo consigliato: novembre-aprile

descrizione itinerario by Gulliver.it

Si parte direttamente da Ghigo di Prali, si segue la pista del baby fino a imboccare il vallonetto dove normalmente ci sono le tracce di discesa del noto fuoripista della Gallassia. Si risale nel bosco già rado fino a raggiungere il casolare abbandonato delle vecchie miniere di Talco, da qui si continua a seguire il vallone raggiungendo un ampio pianoro dove finiscono le tracce dei freeriders che scendono dalla Galassia, siamo a quota 2100m circa.

Ora si risale verso l’altro versante su ampi e bellissimi pendii di bosco rado fino a raggiungere il lago d’Envie a quota 2350m circa, lo si aggira in una delle direzioni (destra o sinistra a seconda della neve) e si arriva alla base di un ampio canale, ben visibile alla sinistra orografica della cima. Se la neve è abbondante e morbida lo si può risalire con gli sci altrimenti meglio usare i ramponi facendo attenzione all’uscita sulla cresta che può presentare accumuli da vento o cornici.

Raggiunta la cresta la cima ora è ben evidente sulla sinistra e si prosegue fino a raggiungerla, spesso sono necessari anche qui i ramponi in quanto molto probabilmente è pelata dal vento.

Discesa per la via di salita.

altre annotazioni.. la discesa che abbiamo fatto noi..

Un’altra possibilità di discesa è verso i 13 laghi e permette di effettuare uno splendido anello, percorribile in entrambe le direzioni a seconda dell’innevamento e della qualità della neve. La discesa può essere affrontata direttamente dalla vetta per la bellissima parete sud-ovest, necessita però di neve sicura. Si continua la discesa tenendosi sulla destra orografica intercettando un paio di rampe che costeggiano prima il lago Ramella, poi il lago dell’Uomo e per ultimo il lago Primo. Arrivati ai primi alberi in base alla neve tenersi o a destra dell vallone o a sinistra è indifferente. Si raggiunge infine il sentiero estivo dei 13 laghi che si segue fino a raggiungere il fondovalle.

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Meteo del giorno

Cielo completamente sereno, giornata molto calda completamente fuori stagione, visibilità eccellente

Zero termico nelle ore centrali: 3000m in ulteriore aumento.

Venti deboli con rinforzi da sud ovest sulle Cime.

Innevamento che sta accusando i duri colpi del vento, che questa stagione non concede tregua, nonché di un Gennaio che passerà alla storia come il più caldo di sempre. Sastrugi alti anche più di un metro e tantissimi pendii completamente erosi fino al terreno, innevamento molto irregolare e pesantemente ridimensionato nel Torinese.

Pericolo valanghe: 2

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

– 1500m: 40-70         bagnata/primaverile

– 2000m: 100-200    bagnata/primaverile

– 2500m:  0-150        primaverile/cartonata durissima da vento

Condizioni bariche e di temperatura del 24 gennaio 2018 alle 7:00 AM by meteociel.fr

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Giorno di ferie random.

Organizzo con la solita affiatata combricola di skialp e propongo questo anello, consapevole che oggi non ci saranno condizioni buone, il vento ha spazzato per giorni e giorni con intensità di uragano di conseguenza prenderemo quello che c’è, con l’idea di scendere verso i 13 laghi che sono più soleggiati e la neve morbida.

Parcheggiamo davanti al Baby e iniziamo a risalire seguendo le numerose tracce di discesa dalla Galassia, salendo nel bosco subito si notano i tantissimi rami spezzati dal vento che ricoprono in alcuni tratti completamente la neve, uno skifo.

La progressione è buona e in poco tempo arriviamo al casolare abbandonato delle MIniere, che in me evoca ricordi di adolescenza quando lo raggiungevo in MTB o a piedi, immerso nel famoso “bosco nero”

Aggirando alcune balze rocciose arriviamo al pianoro terminale della Galassia, la neve è durissima come il cemento e in lontananza vediamo la cima Funset piuttosto pelata dal vento, davvero un peccato considerando che solo una settimana prima c’erano 3 metri di neve. Individuo il percorso e risaliamo dei bellissimi pendii che portano al vallonetto del Lago d’Envie, qui il bosco è molto rado e sulla sinistra si staglia la cima Gardetta (o delle Liste) con i suoi pendii a sud già illuminati da un caldo sole.

Raggiungiamo il pianoro del lago e subito si nota la parete di accesso al colle del Founset piuttosto magra e ventata, per raggiungerla dobbiamo fare un traversone in falsopiano fino a raggiungere un enorme accumulo da vento alla base. Decidiamo di risalire con i ramponi, non ci sono alternative.

Raggiunto agevolmente il colle ci accoglie un caldo sole e la cima è ben evidente sulla sinistra, la parete sud presenta una evidente placca da vento e le condizioni generali non sembrano un gran che con tante pietre affioranti e sastrugi.

Decidiamo quindi di continuare sulla dorsale e aggirare la placca dalla cresta, operazione non particolarmente complessa ma macchinosa che ci toglie energie e tempo. Arrivamo in cima piuttosto stanchi e ci accoglie tanto per cambiare il vento, non intenso nè freddo ma fastidioso. Facciamo gli scatti di rito e ci prepariamo per la discesa.

Le primissime curve non sono malaccio, il pendio è a sud e la neve morbida ben sciabile, arrivati al lago Ramella ci spostiamo sulla sinistra orografica seguendo un vallonetto a causa della neve che in alcuni tratti è completamente erosa, qui la sciata non è un gran che, si alternano placche durissime, sastrugi alti fino a un metro e accumuli farinosi da vento nelle zone riparate.

Man mano che scendiamo la neve diventa sempre più pesante e raggiunto l’ultimo lago (dell’Uomo) la neve si fa addirittura bagnata, al limite della sciabilità. Sulla destra si vedono vecchie colate di fango, come a fine aprile. Temperature davvero completamente fuori stagione.

Per raggiungere la stradina di rientro del sentiero estivo è un calvario: si scia su neve marcissima mista a rami e una volta raggiunta la mulattiera si piomba nel gelo dell’inversione termica con marmo vivo e tracce profonde dei ciaspolator che rendono la sciata uno spaccagambe.

Passeggiata di rientro all’auto.

Concludendo direi una gita dalle grandi potenzialità e bellezza ma da fare con un’altra qualità della neve.

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