Vento, vento, sempre vento.. non se ne può più..

Quindi senza andarmi a cercare rogne mantengo le gambe con un’altra ripetizione di una classicona torinese. La Dormillouse.

In attesa di un periodo migliore..

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Dettagli GITA:

quota di partenza (m): 1615m

quota vetta (m): 2908m

dislivello complessivo (m):1293m

difficoltà: MS

Esposizione: nord-est

Periodo consigliato: dicembre-aprile

Descrizione gita (gulliver.it)

Si segue la strada in falso piano fino a Rhuilles, che in stagione avanzata è percorribile con l’auto.

Si attraversa il torrente e si sale verso il colle Chabaud lungo la strada sterrata fin a quota 2060.

Si sale un evidente canale sulla sinistra, superato si sale in un valloncello a destra che porta nel vallone sotto la Cresta della Dormillouse.

Variante al canale iniziale: continuare ancora un po verso il Col Chabaud per prendere a sinistra (Sud) gli ampi e meno ripidi pendii fino al pianoro di q. 2370, dove si vedono i pendii che adducono alla cima e si riuniscono i 2 itinerari.

Si segue il vallone verso NE fino in fondo.

Salire i pendii a Nord, che richiedono neve assestata, e che portano comodamente alla cima sciistica contraddistinta dalla croce.

Per raggiungere la vera cima, si deve scendere (a piedi) qualche metro alla depressione sottostante sul versante francese, e poi salire per facile dorsale fino alla vera vetta 2945 m.

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Meteo del giorno

Cielo generalmente sereno al mattino con velature via via più spesse a metà giornata.

Zero termico  nelle ore centrali: 2100m stazionario, giornata non fredda.

Venti deboli o assenti settentrionali

Innevamento discreto ma diversi pendii erosi dall’azione tempestosa del vento.

Pericolo valanghe: 1

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

– 1500m: 60-100      compatta/polverosa

– 2000m: 100-150    compatta/polverosa

– 2500m: 80-150    dura/polverosa

Condizioni bariche e di temperatura oggi alle 7:00 AM by meteociel.fr

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Optiamo questa gita senza nessuna pretesa ma solo per tenere le gambe attive prima delle vacanze di natale.

Lo spostamento è come al solito un po’ palloso ma ne approfitto per fare qualche foto allo Chaberton.

La traccia in salita è ovviamente ottima vista la frequentazione assidua della valle da parte degli skialp, Giuseppe ed io saliamo senza alcuna fretta godendoci comunque l’ambiente bellissimo.

Questa cima in realtà non l’ho mai salita fino in fondo, nel 2012 sono arrivato poco oltre metà per via della neve sfondosa con le ciaspole. Motivo per il quale ho deciso di rifarla.

Da allora di strada nello snowboard alpinismo ne ho fatta sicuramente tanta ma per ogni cima c’è sempre un lato nuovo da scoprire ad ogni sua ascesa, anche una semplice come questa.

Il vallone è dannatamente lungo e le pendenze sono molto blande, nel frattempo ci raggiungono alcuni skialp che vanno come fulmini.

Raggiunta l’ultima parte del vallone seguendo una traccia fatta male raggiungiamo un piccolo colle, ma da qui è necessario un lungo traversone verso la cima pietroso e fastidioso, piego addirittura una lama dei rampant. La cima è completamente pelata ed erosa dal vento.

Purtroppo in discesa le velature diventano sempre più spesse e la visibilità cala, qualche curva decente esce ma la neve non è comunque un gran chè, inoltre le pendenze sono molto blande e nel pezzo prima di Chabaud devo togliermi la tavola per 20 metri sprofondando fino alla vita nel tratto in piano con sudata colossale e imprecazioni.

Anche il rientro verso l’auto è un po’ ravanoso sulla solita strada dello spostamento verso ruilles con neve molle

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