Quest’anno l’entusiasmo non è al top, tuttavia l’istinto gira e rigira mi porta sempre in montagna.

Provo a vedere le condizioni del canale due dita, ma anche questa volta come lo scorso anno è troppo svalangato, ripiego per il Viso Mozzo.

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Dettagli GITA:

quota di partenza (m): 1725m

quota vetta (m): 3019m

dislivello complessivo (m): 1305m

difficoltà: BS

Esposizione: ovest-nord

Periodo consigliato: febbraio-aprile

descrizione itinerario:

Dal parcheggio di Pian della Regina 1714 m si segue verso l’imbocco del Vallone del Rio dei Quarti, dove si segue ancora per un breve tratto la pista, e poi si passa sulla destra per risalire un breve pendio-canalone di moderata pendenza in una zona disseminata di grossi massi, mantenendosi a sinistra lontani dal torrente.Si prosegue in direzione SO, puntando alla mole del Monviso, salendo dolcemente per dossi e avvallamenti, fino raggiungere un pianoro nei pressi della conca del Lago Chiaretto (ovviamente ricoperto di neve). Qui si hanno tre possibilità:

1.si attraversa subito la conca da sinistra verso destra, passando sulla sponda nord del lago, compiendo poi un semicerchio per aggirare il ripido costone sovrastante, quindi piegare a sinistra (SE) e salire fino a guadagnare la dorsale morenica al di sopra del lago. Questo percorso è indicato in caso di pendio carico, anche se si allunga un po’ il percorso.

2. Si punta al pendio che si pone davanti, risalendolo per un tratto finchè le pendenze sono accettabili, poi in prossimità di un affioramento roccioso, si compie un traverso verso destra (Ovest)al termine del quale si trova terreno più agevole e si devia a sinistra aggirando una dorsale. Questo percorso va intrapreso con neve sicura.

3. Si devia a sinistra dove il pendio è più dolce, raggiungendo una piccola depressione, quindi si sale il pendio costellato di grossi massi, fino a guadagnare la morena soprastante, quindi si traversa abbastanza comodamente verso destra, sino a raggiungere una conca, proprio sotto il versante nord del Viso Mozzo.

Raggiunta la conca tra l’estremità sinistra della morena sotto la Costa Piatta Gelata e la Rocca Truné, si sale un breve strappo nuovamente più ripido, per poi continuare in direzione sud per un dolce e poco inclinato avvallamento e poi un per tratto quasi pianeggiante posto sotto la parete NE del Monviso, fino a raggiungere l’evidente insellatura del Colle del Viso 2650 m.

Dall’ampia insellatura si volge verso sinistra (NE) per salire il ripido pendio di circa 250 m di dislivello. Il pendio è molto ampio, generalmente conviene mantenersi sulla metà di destra, dove le pendenze sono leggermente inferiori e ci sono possibilità di compiere qualche serpentina per addolcirlo. Si raggiunge il crestone sud a circa 2950 m, e lo si segue senza più difficoltà fino in cima (croce di cemento).

Descrizione by www.gulliver.it

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Meteo del giorno

Cielo completamente sereno visibilità eccellente

Zero termico nelle ore centrali: 3000m in lieve aumento.

Venti assenti o deboli di direzione variabile

Innevamento molto buono per il periodo.

Pericolo valanghe: 2

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

– 2000m: 100-200 primaverile

– 2500m: 200-300 primaverile

– 3000m: 200-300 primaverile/dura

Situazione barica del giorno e temperature

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Questa gita non doveva essere la meta della giornata, bensì dovevamo fare il canale due dita ma come per la seconda volta accade, è svalangato abbestia.

Partiti ancora con il buio e la frontale per guadagnare tempo su una giornata caldissima risaliamo velocemente il vallone verso il Viso e ripieghiamo a destra verso il due dita, ma alle prime luci dell’alba notiamo che è brutto brutto. Grossi cubi di neve lo riempiono completamente. Fanculo.

Decidiamo allora di puntare al Viso Mozzo, un piano B di tutto rispetto, magari scendendo dal canale nord. Con un impressionante traversone faticosissimo per la split tagliamo tutto il costone sotto l’imponente parete nord ovest del Viso e raggiungiamo il colle di accesso per il rifugio Gastaldi. Da qui in poi finalmente una traccia, sebbene durissima, mi consente di sclerare meno con la split e un’alba a dir poco commovente ci accoglie con i suoi magici giochi di luce.

Risaliamo bene la parete di accesso alla cima esposta ad ovest, la neve è marmo e la temperatura inizia a salire, i dubbi che la nord sia molto dura aumentano.

Raggiungiamo la cima con un sole abbacinante e una temperatura praticamente estiva, dopo foto e preparazione per la discesa iniziamo a fare qualche curva sul versante nord ovest ma la neve è praticamente insciabile. Marmo. Decidiamo quindi di abbandonare l’idea di scendere dal canale nord e scendiamo dalla classica che sebbene anch’essa molto dura, diventa sempre più sciabile scendendo, fino a diventare anche molto divertente fino alle vecchie piste del Pian della Regina.

La rifarò dal canale nord il prossimo inverno.

 

 

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