Me ne torno in Vallé a fare qualcosa di serio..finalmente!

Su consiglio di Alfredo Kan, punto a una bella linea di ripido sulla parete nord ovest del Fallère in zona G.San Bernardo, con partenza dall’affollatissimo vallone del Flassin.

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Dettagli GITA:

quota di partenza (m): 1380m
quota vetta (m): 2975m
dislivello complessivo (m): 1600m

difficoltà: 4.2 E2

Esposizione: NORD OVEST

Periodo consigliato: gennaio-marzo

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Sommario

Dal parcheggio del campeggio di Saint-Oyen si segue la mulattiera in direzione vallone di Flassin in modo molto evidente, dopo un po’ si esce in un grande campo aperto, probabilmente in passato sede di un impianto sciistico dismesso. Lo si supera e si continua sulla comoda mulattiera in direzione dell’alta valle, normalmente le tracce sono tantissime e si possono tagliare diversi tornanti nel bosco.

Appena si raggiungono i pianori superiori si devia a sinistra e si imbocca il primo canale del Fallere, con un evidente imbuto. Da qui si può risalire sci ai piedi, tenendosi sulla destra, fino a quando la pendenza non diventa piuttosto sostenuta (40°). Da qui in poi si calzano i ramponi e si prosegue sci a spalle seguendo l’ormai evidente canale principale che fa una sinuosa curva a sinistra chiudendosi all’interno della montagna in un ambiente severo ma spettacolare.

Ad un certo punto le opzioni possono essere diverse, si può risalire il canale principale fino all’antecima ovest oppure girare a destra seguendo la variante “pesce d’Aprile” più ripida ma diretta, la scelta normalmente si fa in base alle condizioni di innevamento.

Usciti in cima si può ammirare tutta la zona NordOccidentale della Valle d’Aosta.

La discesa avviene per lo stesso percorso della salita oppure sono possibili interessanti varianti sulla destra orografica.

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Meteo del giorno

Cielo sereno con a tratti velature, visibilità ottima.

Zero termico nelle ore centrali: 1800m in calo

isoterma -10 nelle ore centrali: 3200m in forte calo

Venti: deboli con locali rinforzi di direzione settentrionale.

Pericolo valanghe: 2

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) durante la discesa

– 1500m: 30-60 crosta portante

– 2000m: 80-120 crosta portante-polverosa

– 2500m: 100-150 polverosa

– 3000m: 100-200 polverosa

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Parto come sempre prestissimo e arrivo al parcheggio di Sain Oyen ancora con il buio.

Calzo la split con le prime luci dell’alba, seguendo la valle di Flassin attraverso una mulattiera super tritata, non c’è ovviamente nessuno, salgo molto molto lentamente per conservare al massimo le energie, perché sono sicuro che mi serviranno.

Raggiungo dopo poco i resti probabilmente di una vecchia pista da sci, un pendio molto ampio e aperto che apparentemente sembra breve, al termine del quale ritorno nel bosco di abeti che con il loro colore scuro contrastano il bianco delle montagne in secondo piano.

Incrocio poco dopo una bellissima e caratteristica baita e le prime luci dell’alba illuminano le vette più alte della valle, con un colore quasi scarlatto, molto intenso. Una mezza luna è ancora ben visibile nella sua fase calante verso il confine della valle.

Questa prima parte è molto lunga ma alquanto rilassante nel bellissimo bosco, nonché consente un ottimo riscaldamento guadagnando pure qualche centinaio di metri di quota. I pensieri si susseguono osservando le dolci pareti laterali, già segnate da diverse tracce di discesa. Subito noto che le possibilità di gite skialp in questa valle sono enormi.

La mulattiera divenuta pista per arrivare alla parte più alta della valle è piuttosto lunga ma le gambe sono ancora perfette, saggiamente mi idrato e faccio una piccola sosta per mangiare qualcosa. L’aria è decisamente fredda con una brezza gelida che scende lungo la valle, la mia faccia ne risente non poco e muovo rapidamente le falangi dei piedi già diventate poco sensibili.

Raggiungo, risalendo il bellissimo vallone, il bivio con la gita della cima Flassin, già parzialmente illuminata dal sole, noto che è tritata all’inverosimile, così come altre cime accanto, un autentico esercito di skialp deve essere passato da queste parti nei giorni scorsi; Cai, Evergreen, pensionati, tutine…chi più ne ha ne metta.

Per fortuna la mia meta è ben diversa; devio a sinistra e mi incammino su un meraviglioso plateau poco pendente liscio come un tavolo da biliardo seguendo una traccia parzialmente coperta dal vento, con la bacchetta smuovo la neve che è bella polverosa!

Davanti a me morbidi e sexy pendii di neve si susseguono guadagnando progressivamente quota fino a raggiungere la cresta della valle dove c’è ancora una luna ben evidente, quasi mi voglia accompagnare laddove è tutto più simile a lei e le sue forme..

Raggiungo la base dell’imbuto di accesso al canale, in diversi punti sprofondo nella neve polverosa con la split ribattendo traccia, inizio una sequenza contiua e anche monotona di inversioni, decine e decine per risalire l’enorme pendio che da subito noto perfetto per la discesa, tracce ce ne sono davvero poche e la mia immaginazione mi porta già a disegnarne qualcuna..

Al primo bivio proseguo verso destra e dopo un po’ mi trovo impossibilitato nell’usare la split, il pendio è a circa 40°, è venuta l’ora delle Verts! la loro prima volta.

Sistemo scrupolosamente le mezze tavole sullo zaino e indosso queste curiose ciaspole, che da subito si rivelano fenomenali, il galleggiamento sulla neve polverosa è notevole e inzio a risalire il ripido e sinuoso pendio con passo certo e costante. Le tracce di Alfredo le sfrutto ma non sempre è possibile utilizzarle, il vento le ha cancellate in più punti ma la linea di salita è ben evidente.

Dopo un po’ di tempo raggiungo una biforcazione del canale, l’ambiente è spettacolare con la cima del Bianco che scintilla sotto la luce del sole invernale, i pendii della valle del Flassin si scoprono in tutto il loro splendore e centiania di firme ricamano i loro pendii, il canale che sto risalendo fa una curva morbida e sensuale e davanti a me la parete nordovest del Fallère rileva diversi canali di salita, oltre al principale che però nella sua parte terminale mi sembra piuttosto ventato.

Decido quindi di seguire il percorso di Alfredo seguendo la variante “Pesce d’Aprile”, risalgo una prima spina un pò duretta ed esposta, dopodichè imbocco il canale terminale aggirando una barra rocciosa severa e prominente. Da qui le tracce di salita sono evidenti e nonostante la stanchezza ormai evidente riesco a salire bene senza sprofondare ulteriormente. Ancora un centinaio di metri con un canalino piuttosto ripido e raggiungo l’uscita, ad accogliermi un tiepido sole e un panorama grandioso!

Mi tolgo le verts e proseguo gli ultimi 30 metri fino alla cima dove mi fermo faccio foto e video.

Discesa

Metto la tavola per scendere in una posizione piuttosto scomoda ma necessaria..

Le prime curve sono tutt’altro che eleganti; la pendenza è sostenuta, attorno ai 45/48° la neve è strana: zuccherosa a tratti irregolare, cado pure in un punto ma per fortuna in conserva e in modo controllato, riesco a guadagnare stile e velocità dalla parte intermedia di questo primo canaletto, la neve migliora sempre di più e raggiungo la biforcazione già decisamente soddisfatto.

Ora mi fermo un attimo per pensare sul dove scendere: a destra vedo altre tracce su un invitante pendio ma il canale principale mi sembra decisamente meglio e più uniforme. Punto la tavola in quella direzione e inizia davvero il divertimento! curve fantastiche su farina densa fredda, davvero superlative. La pendenza è ancora molto sostenuta e quindi non spingo ancora più di tanto nella velocità ma punto al massimo del controllo, nel frattempo vedo un paio di skialp che stanno risalendo.

Aggirata la curva del canale gli spazi aumentano sempre di più e diminuisce la pendenza, qui mi lancio con un urlo di gioia e inzio a disegnare curve sempre più ampie e veloci su neve pefetta.. sublime. Devio un po’ a destra e mi ritrovo in un paradiso di powder, le gambe stanche ritrovano una energia inaspettata e la velocità prende il sopravvento fino alla fine dell’imbuto terminale in un delirio di nuvole di farina scintillante sotto i raggi del sole nel frattempo sopraggiunti..

Arrivo al pianoro di Flassin incredulo e con un bel sorriso stampato sul viso, da qui in giù mi concedo qualche “salto” e un sano cazzeggio sulla mulattiera per Sain Oye diventata ormai una pista da sci, mi diverto pure a scendere prendendola un po’ come una pista da border cross… in poco tempo arrivo praticamente all’auto tavola ai piedi! perfetto…la gita perfetta..

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