Finalmente si punta a una gita di livello, in una delle zone che amo di più della VDA.


Dettagli GITA:

quota di partenza (m): 1780m 

quota vetta (m): 3240m

dislivello complessivo (m): 1470m 

difficoltà: 4.2. E2

Esposizione: Sud/Sud Ovest

Periodo consigliato: dicembre-febbraio


Descrizione itinerario:

Dal saint rhemy en bosses seguire l’itinerario che porta al Gran San Bernardo, dopodichè si devia a sinistra fino a raggiungere il colle di Saint Rhemy scendendo nel vallone des Thules. Oltrepassarlo fino a imboccare un nuovo colletto, che accede al vallone della Belle Combe e appunto del Petit Goliaz. Da qui con un traverso non troppo lungo si raggiunge la base del canale sud, che si risale fino in Cima


Meteo del giorno

Gran sereno, visibilità eccellente.

venti assenti o deboli di direzione orientale.

Zero termico attorno ai 1000m nelle ore centrali in lieve aumento

Innevamento buono ma solo oltre i 2000m

Pericolo valanghe: 2

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

– 2000m:      40-80     crostosa/polverosa

– 2500m:     150-200    polverosa

– 3000m:     150-250    polverosa

Situazione barica del giorno e temperature

 

Oggi è una giornata sulla carta davvero interessante per fare qualche canale esposto a sud grazie alle temperature prettamente invernali e al sole molto basso tipico della stagione.

Organizzo con i ragazzi di Effetto Albedo e saliamo verso Saint Rhemy en Bosses nella speranza di parcheggiare più in alto possibile.. così è stato. Fortunatamente la sbarra è alzata e saliamo di quasi 200m oltre il solito parcheggio.

La preparazione è rapida e iniziamo a seguire la strada che porta al Gran San Bernardo.. l’innevamento è buono, ma solamente a quote elevate. Sotto i 2000m decisamente deficitario a causa di una stagione che non vuole proprio decollare alle basse quote.

l’aria è fredda e secca e risaliamo una precedente traccia in direzione del colle di Saint Rhemy abbastanza velocemente, poco prima del colle però troviamo un fronte di distacco, alto oltre un metro che però non dà molta preoccupazione in quanto vecchio, lo aggiriamo e raggiungiamo il colle.

Da qui si entra nel bellissimo vallone di Thules, isolato e selvaggio, abbondantemente innevato, chiuso nell’anfiteatro del Gran Goliat e della Lesache, attraversarlo diventa piacevole benché richieda un gran spostamento, il basso sole di dicembre ne conferisce un aspetto severo e invernale con contrasti molto interessanti per fare foto.

Raggiunto l’altra parte del vallone l’attenzione si sposta al colletto che dobbiamo superare per raggiungere il vallone della Belle Combe dove avremo accesso al canale sud del Petit Goliaz.

Arrivati al colle ci accoglie un bello spettacolo con tutte le cime della Belle Combe super innevate e intonse, per un momento l’idea di salirne una ha contagiato tutti ma poi abbiamo comunque optato per la meta stabilita. Il traverso per raggiungere la base del canale è piuttosto lungo ma nel frattempo guadagnamo ulteriormente quota e finalmente ci appostiamo per il cambio di setup passando ai ramponi. 

I giovani tracciatori aprono strada affondando non poco nella neve che nonostante il sole diretto rimane bella polverosa, l’ambiente salendo diventa sempre più bello ma il canale si restringe progressivamente diventando anche nettamente più ripido. Lo spettacolo di un canale esposto a sud è essere inondato di luce, tutto diventa immerso nei fotoni che riflettono sulla neve, la temperatura inoltre nonostante lo zero termico invernale è ottima anche per la progressione, tiepida con una brezza leggerissima che non fa sudare.

L’arrivo in cima è fantastico con un panorama sul Bianco esagerato nonché su tutti i 4000 della svizzera occidentale. la crestina di accesso alla vetta è super estetica e ci piazziamo a fare foto e video. Flavio fa riprese con il drone mentre io mi preparo alla discesa leggermente infreddolito dovuto allo sbalzo termico tra il canale e la cima. 

Il primo a scendere è Luca che con eleganza affronta subito delle belle curve nel tratto più ripido, io scendo per quarto e nel tratto più ripido scendo piuttosto goffamente, complice una esitazione nell’affrontare la curva in front, mi riprendo dallo svarione (per fortuna senza conseguenze) e raggiungo i restanti 2/3 del canale che sono goduria pura, man mano acquisto sempre più velocità fino ad arrivare alla base del canale in full gas. Spettacolo puro, polvere kompressor da antologia e curve fantastiche. Con sorrisi a 100 denti ci riuniamo e decidiamo di scendere per il vallone del Merdou e raggiungere gli impianti di Crevacol, degli amici verranno a prenderci al parcheggio.

La seconda parte della discesa alterna pezzi più piatti con neve lavorata dal vento a rampe ancora farinose dove fare belle curve. Una volta raggiunto il vallone del Merdou la situazione però si fa più ravanosa, a tratti brutta, sotto i 2000m la neve scarseggia e dobbiamo inventarci qualche acrobazia e riga sotto la soletta per raggiungere il ponte a fondovalle, quando ormai l’oscurità sta prendendo il sopravvento. 

Davvero una giornata super… la miglior gita della stagione per ora.

 

Linea

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