Urge gita di livello… ECCOLA!!

Da tempo i canali della zona del Viso mi stuzzicano, sono estetici e facilmente accessibili, quasi tutti esposti a nord.

Purtroppo mai nessuno vuole aggregarsi alle mie uscite…non sanno cosa perdono ..cazzi loro!!

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Dettagli GITA:

quota di partenza (m): 1715m 

quota vetta (m): 3170m

dislivello complessivo (m): 1450m

difficoltà: 4.3 E2 

Esposizione: N-NE

Periodo consigliato: febbraio-maggio

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Sommario

Il Passo Baracco è una gita di buon livello, adatta sia a sci che snowboard.

Si parte dal Pian della Regina, o dal Pian del Re se la stagione è avanzata. Si prosegue tenendosi a sinistra le piste da sci, dopodichè si risalgono i bei pendii che portano al Quntino Sella. 

Arrivati in vista del rifugio piegare a destra dove inizia a vedersi il cono del canale, risalire la prima parte e infilarsi nello stretto canale fino a raggiungere il colle con pendenze sempre attorno ai 45° per quasi 500m

L’esposizione e la protezione dal vento permettono alla neve di mantenersi bella polverosa e intonsa. 

Attenzione all’uscita sul colle dove spesso sono presenti accumuli nevosi.

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Meteo del giorno

Alta pressione e gran sereno con visibilità eccellente 

Zero termico  nelle ore centrali: 2800m in aumento

isoterma -10 nelle ore centrali:  4600m stazionaria

Venti moderati al mattino con rinforzi coneffetto scaccianeve sulle cime e colli

Innevamento nella norma sopra i 2000m

Pericolo valanghe: 2/3

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

– 2000m: 0-100         primaverile

– 2500m: 70-230      primaverile-polverosa

– 3000m: 150-280    polverosa

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Dopo la solita indecisione e sintomi di febbre del giorno prima parto in direzione valle PO cercando ispirazione…

Arrivato al Pian della Regina non sono solo; noto diverse auto di skialp e scambiando qualche parola capisco che nessun gruppo sembra fare la stessa gita.

La mia idea è di fare il canale 2 dita mentre molti vanno al Viso Mozzo mentre altri si dirigono verso la Punta Michelis, i gruppi sono composti da skialp esperti e noto da subito la loro organizzazione.

L’aria è freddina con una brezza di valle che incalza a darsi una mossa, l’innevamento è molto buono e metto la split a 30m dalla macchina. Dietro di me si incendia il cielo ad Est annunciando l’alba.

La prima parte la percorro su neve molto dura seguendo la traccia del gatto delle nevi incalzato dal ritmo indiavolato di altri skialp che mi salutano e tirano dritti come muli. Sono ancora indeciso sulla meta e questo mi rende leggermente nervoso.. non so le condizoni come siano, il pericolo valanghe non è basso e già dai primi metri scruto con perizia i pendii sotto il Re di Pietra cercando di annusare la situazione.

Nel frattempo arriva l’alba, spettacolare, suggestiva, che incendia tutto l’anfiteatro della testata della valle PO con un rosso caldo e intenso, tendente al magenta con sfumature progressivamente arancioni, lo spettacolo è notevole, una delle albe più belle da quando faccio snowalp. Colgo l’occasione per fare qualche bella foto, la magia dell’alba che avvolge questa austera valle commuove il cuore e scalda l’animo nelle fredde prime ore del giorno.

Dopo circa un’oretta mi spingo all’interno a un’ampia gorgia di accesso ai pendii superiori dove noto, stupito, come la neve a nord sia ancora polverosa fino a bassa quota, molto bene…

Arrivo finalmente ai pendii superiori composti da una serie di rampe che si aprono sempre più verso est, lasciando libero il campo per vedere finalmente le condizioni del canale 2 dita, la mia meta.. ma qualcosa non torna… il canale è visibilmente svalangato, seppur non di molto, inoltre sta già prendendo sole diretto che con le condizoni di neve ancora fresca non sono il massimo in termini di progressione con le pelli e ovvamente per la sicurezza. Decido con una secca decisione di non farlo e proseguire verso la zona del Viso Mozzo osservandone il canale nord, corto ma sicuramente bello da surfare.. un po’ ancora dubbioso proseguo seguendo la traccia in direzione del rifugio Quintino Sella su neve via via sempre più asciutta e profonda, leggermente zuccherosa sulla traccia che a volte mi fa scivolare.

Arrivo dopo non molto al colle che separa il corso principale della valle PO e inizio con una noiosa diagonale senza pendenza che mi fa dubitare sul rientro. Nel frattempo a destra inizio a intravedere un bel cono baciato dal sole con qualche vecchia traccia di discesa…ma è il canale Baracco! Perchè NO? quasi quasi… le condizioni sembrano molto buone, il vento nel frattempo si intensifica con uno scaccianeve improvviso e fastidioso. 

Vada allora per il Baracco, una gita che ho sempre voluto fare in passato e che con le condizioni di oggi potrebbe essere perfetto.

Devio allora a destra con il Rifugio Quintino Sella sempre a bella vista e inzio a seguire una blanda traccia sul conoide di base che da subito pare piuttosto ripido.

Inizio con un buon numero di inversioni fino a quando la pendenza si fa decisamente sostenuta, più o meno a metà conoide. 

E’ il turno delle VERTS! si proprio loro.. un indispensabile strumento per i canali che oggi ho saggiamente portato.

Calzati i ciaspoloni della Spark inzio a cercare una timida traccia… ma non c’è un cazzo!! inizio allora a battere e una cosa subito diventa chiara: nonostante le verts mi farò un culo assurdo! la neve è inconsistente, polverosa.. inizio allora a ritmare la progressione e cerco le zone del canale più dure, ma non ci sono!! si sprofonda notevolmente anche fino alle ginocchia.

La salita si fa dura, fatico, la motivazione è forte nonostante la mia mente tenti di convincermi a mollare a più riprese.

Risalgo il canale e verso metà inzio a nutrire qualche dubbio sulla stabilità nevosa vista la densità così bassa della neve. Tuttavia analizzando la superficie sembra che sia bella liscia e regolare senza accumuli degni di nota. Bevo, mangio qualcosa e riparto come un mulo a tracciare nella neve profonda, le pendenze sono fantastiche e sempre costanti sui 45, sento già l’emozione della discesa prendermi d’assalto e conquistare la mia volontà. Come una droga inzio a inebriarmi di ulteriore energia e determinazione. 

Superata la parte critica, negli ultimi 200m che mi separano dal colle inzio a intravvedere anche la luce del sole che fa capolino in alto verso il colle, creando contrasti sulle imponenti e suggestive rocce accanto. Il timore che il riscaldamento diurno favorisca qualche scaricamento dalle pareti laterali inizia a prendere forma dopo che qualche sasso e rimasuglio nevoso mi passano accanto come proiettili. Devo velocizzare, proprio ora che sono cotto.

Con un ultimo sovraumano sforzo (che esagerato che sono!) risalgo gli ultimi 200m di colle sfruttando qua e la qualche punto meno profondo, madido di sudore, con gli occhiali appannati, sono stanco ma felice, manca pochissimo.

Arrivo finalmente sul colle seguendo il bordo di un accumulo nevoso duro ma il panorama non è un gran che. Troppo incassato, pazienza, l’altimetro segna 3200m scarsi, sono circa le 11 30, un ottimo orario.. (per me)

Mi riposo, mangio qualcosa, solite foto di rito, video mazzi e cazzi e mi preparo per la discesa che sarà succulenta.

Assemblo la split e viaaaaa.

Primissima parte come al solito un po’ troppo abbottonata; ma dopo poco capisco che devo mollare la tavola inziando a fare curve di una qualità unica e oltre ogni previsione.. è un polverone mistico freddo incredibile, curve commoventi di una precisione chirurgica, linea diretta e incalzante in un vortice di neve asciutta, profonda e velocissima… sono come imbambolato e delle volte vedendo notevoli sluff rincorrermi mi tengo per timore verso la traccia rovinando lo stile di qualche curva, ma niente, neppure così le lamine si innervosiscono.. tutto liscio e perfetto!! Il canale PERFETTO!

Man mano che scendo la velocità aumenta e sbuco come un proiettile all’uscita del canale surfando il conoide ancora su neve stupenda e velocissima, curve perfette e di qualità sebbene verso il fondo la neve si sia leggermente appesantita.

Mi fermo per realizzare e riguardando il canale provo una soddisfazione ed emozione che solo chi conosce questo sport conosce.

Ora mi attende un pezzo piatto dove ravano un po’, mi devo togliere la tavola e proseguire a piedi sprofondando a tratti fino all’inguine, per fortuna è un breve tratto e dopo poco rimetto la Voilè Mojo per la seconda parte della discesa pensando ormai vista l’ora di non trovare più bella neve ed invece….

Faccio ancora un paio di bellissime rampe su neve farinosa, leggermente umidificata ma super veloce dove ho trovato ampi spazi intonsi, molto molto belli! 

Incredibilmente nonostante l’ora anche la parte bassa ha retto alla grande con un mix di neve trasformata e ho surfato quasi fino all’auto con grande soddisfazione.

Gran bella gita oggi.

Vi lascio a video e foto

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