Una gita relax con Giuseppe in quelli del Moncensio…

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Dettagli GITA:

quota di partenza (m): 1720m

quota vetta (m): 2914m

dislivello complessivo (m): 1194m

difficoltà: MS

Esposizione: Nord-Est

Periodo consigliato: novembre-maggio

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Sommario Gita

Imboccare l’ampio canale che si intravede dalla statale in direzione Ovest Sud Ovest.

Usciti dal canale piegare verso Nord fino ad incrociare la strada militare che dal forte Variselle conduce prima ad alcuni edifici militari a quota 2.600 metri circa, poi al forte Malamot (2.920), separato dal Monte Malamot da circa 200 metri di tracciato in piano, su una cresta priva di pericoli.

La vetta, piatta, è caratterizzata da alcuni pilastri in pietra, residui di edifici militari oramai crollati.

Possibile variante di salita da prendere dopo circa 100 metri di dislivello dalla partenza puntando il canale a dx sotto la balza rocciosa invece che aggirarlo sulla sx. Il percorso continua a seguire il canale fino a quando si incrocia la linea elettrica ad alta tensione dopo la quale si piega a sx per raggiungere una prima costruzione diroccata. Da li seguendo la cresta si raggiunge la vetta.

Per la discesa:

– scendere per l’itinerario di salita

– (BS) spostarsi nel versante del lago Bianco, dove si possono scegliere molte linee più o meno ripide. Tenersi sulla sinistra orografica fino a quando si oltrepassano i tralicci dell’alta tensione e poi spostarsi sul lato destro in modo da evitare canali sempre troppo carichi.

from www.gulliver.it

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Meteo del giorno

Alta pressione e gran sereno con visibilità eccellente

Zero termico  nelle ore centrali: 2800m stazionario.

isoterma -10 nelle ore centrali:  4500m stazionaria

Venti deboli o moderati di direzione settentrionale

Innevamento scarso sotto i 2000m con ampie zone già prive di neve, inferiore alla norma anche oltre i 2500m in questa zona che però è bene segnalare che è spazzata spesso da venti impetuosi.

Pericolo valanghe: 1

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

– 2000m: 0                primaverile

– 2500m: 0-100        primaverile

– 3000m: 80-150     crosta portante

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Gita tranquilla per godersi la montagna in relax e il Malamot fa al caso nostro, per altro una gita mai fatta.

Partiamo come sempre più o meno alla stessa ora e in poco tempo raggiungiamo scala di Moncensio, questa zona delle Alpi è il mio spot preferito per le osservazioni e fotografie notturne.

L’innevamento in questa zona delle Alpi è sempre piuttosto scarso, complice la morfologia delle montagne e l’ubicazione, parallela alle correnti umide da ovest ma parzialmente protetta anche da quelle da est.

Parcheggiamo all’inzio dei tornanti per il colle e ci prepariamo al lungo portage; la neve infatti è solo oltre i 2000/2200m quindi decidiamo di risalire il canalone centrale direttamente utilizzando parzialmente il sentiero estivo, il tratto è tutt’altro che agevole; grossi massi si alternano a sfasciumi con nevai che coprono buchi enormi nei quali sprofondare potrebbe essere pericoloso, per fortuna il rigelo è forte e si cammina tranquillamente sui ponti di neve, sebbene con la massima attenzione. Sulla sinistra si intravvedono vecchie fortificazioni abbandonate delle grandi guerre, parzialmente restaurate per richiamare turisti.

Man mano che si sale l’ambiente si apre e il torrente più grosso e impetuoso, superiamo una delicata cascatella dove gli spruzzi ghiacciati nascondono qualche insidia, la aggiriamo e inziamo a camminare su un bellissimo prato fiorito illuminato dai primi raggi del sole.

Il portage non è per nulla breve; riusciamo a mettere gli assi ai piedi solamente a circa 2100m poco sopra la diga, il rigelo è ottimo e iniziamo a risalire una serie di rampe buttando l’occhio sulla traccia GPS in quanto ci sono diversi vallonetti affiancati.

Il clima è gradevole e una leggera brezza fresca ci accompagna per tutto il percorso, risaliamo gli ampi e spaziosi pendii, molto molto belli, il paesaggio si apre verso la Francia e dopo poco si inizia a vedere la cima circondata da ampi pendii e sormontata da costruzioni delle grandi guerre, ora il percorso è ben evidente e proseguiamo seguendo una nostra traccia.

Fatica non molta ma come in tutte le gite di skialp non si arriva mai in cima riposati e i 1200m di dislivello un po’ si sentono, con un ultimo strappo raggiungiamo la cima dove il panorama è davvero superbo, l’ampiezza delle montagne di questa zona lascia senza fiato e sostiamo in cima una buona mezz’ora buttando l’occhio anche sulla nord del Giusalet e sulla est dei denti d’Ambin.

La discesa sebbene le pendenze piuttosto blande non è stata malaccio.. il venticello fresco ha contenuto la fusione del manto nevoso e la discesa è stata veloce su bel firn. Solo l’ultimo tratto polentoso ma di breve durata.

Rientro per il sentiero dell’andata con qualche ravanamento di troppo ma nel complesso gradevole.

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