Stavolta si vuole fare finalmente sul serio con una gita ambita da tempo

Le condizioni di innevamento sono buone/ottime ovunque con qualche nevicata recente non eccessivamente abbondante che non aumenta particolarmente le criticità in termini di sicurezza.

La crew questa volta si allarga agli amici milanesi.

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Dettagli GITA:

quota di partenza (m): 1580m 

quota vetta (m): 3290m

dislivello complessivo (m): 1710m

difficoltà: 4.1 E1 

Esposizione: Est-NordEst

Periodo consigliato: febbraio-maggio

descrizione itinerario by Gulliver.it

note tecniche:

L’itinerario descritto, è possibile solo in caso di buon, e relativamente sicuro, innevamento, del canale: ormai il Colle Perduto non ha più, dall’estate del 2005, presenza della lingua nivo-glaciale-perenne, che l’ha caratterizzato finora, pertanto, d’estate diventa, ormai, un pericoloso canalone di sfasciumi molto instabili.

L’ orientamento del canale è tale da prendere parecchio sole in primavera (dall’alba a pomeriggio inoltrato il mese di Aprile).

descrizione itinerario:

Dopo aver attraversato Ceresole Reale, alla fine del lago, dalla statale, si svolta con l’auto, a sinistra, al bivio del rifugio-albergo Massimo Mila;

si prosegue in direzione della centrale A.E.M., prendendo la stradina lungolago, che lo costeggia (lato Sud) fino a incontrare una casetta bianca sulla sinistra.

Subito dopo sulla destra si trova il cartello indicante Bivacco Leonesi, si parcheggia poco più avanti su una piccola piazzola, alla sinistra, a fianco di una casetta (fontanella, 1600 mt scarsi).

S’imbocca il sentiero per il rifugio Leonesi che sale ripidamente nel bosco di conifere, per poi spostarsi con un traverso sulla sinistra guadagnando l’erta sponda destra di un bel vallone, ricco di cascate e cascatelle; si prosegue sempre in direzione nord.

Iil bosco si dirada e si incontrano delle piccole pietraie, e con ripide svolte, si guadagna un costolone pietroso, sbucando, successivamente, nel pianoro dell’ Alpe Trucco (2098 mt), bivio con sentiero 526.

Dall’alpe, l’itinerario al Colle è abbastanza evidente: in base allo stato di innevamento, si può seguire il sentiero estivo per il Leonesi (n. 525), che si svolge su una dorsale si sfasciumi e pietre (frecce rosse), oppure seguire il fondo del Vallone della Rocce: dapprima per lungo nevaio in leggera pendenza fino a un gruppo di sfasciumi affioranti, si piega leggermente a sinistra (se non si vedono le tracce del sentiero estivo), scegliendo dei canali di risalita, che si reputano, al momento, più “adatti”, l’importante é stare sempre a debita distanza dalla dorsale rocciosa sulla destra, che salendo confluisce nella cresta della Levannetta, poiché scarica!

Salendo la pendenza aumenta, lasciando sulla sinistra il laghetto dell’ex Ghiacciaio del Forno. In breve, si arriva alla cengia dove è situato sulle dx il Bivacco Leonesi (2909 mt.), si prosegue generalmente tenendo la sinistra del canale, fino all’evidente strettoia e impennata del canale (circa a 3000 mt), qua, le pendenze variano da 45-50 gradi (solo uscita), in base anche allo stato e condizione dell’innevamento, alla fine del ripido tratto si perviene al Colle Perduto, che in generale non presenta pericolose cornici (3290 mt.).

Ambiente grandioso e meritevole nonostante la salita sia molto lunga a causa del notevole dislivello da ricoprire.

A causa dell’esposizione del canale, e della roccia friabile della zona, è soggetto al rischio di scariche, in particolare verso la stagione estiva.

Itinerario di discesa, analogo a quella di salita.

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Meteo del giorno

Cielo completamente sereno in barba alle previsioni che vedevano nuvole compatte nella mattinata, giornata invernale fredda, visibilità eccellente

Zero termico nelle ore centrali: 800m in lieve aumento.

Venti deboli con rinforzi da nord in quota.

Innevamento molto buono oltre i 2000m, leggermente inferiore alla media sotto

Pericolo valanghe: 2 

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

– 1500m: 40-80         compatta/polverosa

– 2000m: 150-200    compatta/polverosa

– 2500m:  200-250   compatta/polverosa

– 3000m:  150-300    compatta/polverosa

Situazione barica del giorno e temperature

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Bene, ci siamo.. la prima gita impegnativa della stagione, era ora…

Arriviamo tutti puntuali alle 7 all’appuntamento a Ceresole Reale, guys di Milano compresi.

Dopo i preparativi ancora nella parziale oscurità iniziamo a costeggiare il lago svuotato sulla pista di sci di fondo cercando di trovare il percorso di salita, tutt’altro che di facile individuazione. 

Mirko ha una mappa precisa sul garmin e dopo una sua scrupolosa perizia riusciamo a trovare il punto esatto. Risaliamo su comodo sentiero in parte già battuto dai ciaspolator e skialp. Per evitare di sprecare energie salgo molto piano e sono subito l’ultimo del gruppo.

Il bosco è molto bello, un mix di Abeti e larici che poggiano su balze rocciose distribuite in modo uniforme, il paesaggio è ancora chiuso dalla vegetazione ma inizia ad aprirsi in corrispondenza della prima importante bastionata rocciosa dove aumenta anche in modo considerevole la neve portandosi a occhio ben oltre i 2 metri di spessore. 

I ragazzi di Milano battono orgogliosamente traccia e dopo un po’ di esitazione tagliamo tutti con un traversone verso la gola della valle affiancando alcune baite sepolte di neve, al fondo inizia a vedersi la nostra meta, il colle Perduto. Il paesaggio è stupendo, degno della Valle Orco.

Raggiunto il pianoro tutto si apre e diventa grandioso; le imponenti montagne delle Levanne fanno sembrare il colle Perduto basso e chiudono un anfiteatro di balconate rocciose sovrastate da creste severe e regolari, bellissimo. Qualche gruppo di camosci pascola nei pendii a sud dove fa capolino nella neve qualche ciuffo d’erba seccato dal gelo. 

Il percorso è ben evidente anche se ci tocca batter traccia, la progressione è nel complesso buona e sotto un sole che non scalda un beato cazzo risaliamo fino alla base del canale, subito è palpabile l’eccitazione dei ragazzi che immaginano già la discesa sulla neve fredda e polverosa che stanno battendo. 

Man mano la pendenza inizia ad aumentare e inizia a diventare importante proprio dove finisce il sole e inizia la ghiacciaia del canale, il freddo è notevole, sicuramente inferiore ai -10 ma per fortuna non c’è vento.

I ragazzi con gli sci decidono di fermarsi mentre noi 3 splitters cambiamo il setup e mettiamo i ramponi, ho portato le verts ma la consistenza della neve non è sufficiente per utilizzarle, si sfonda troppo poco.

La risalita del canale subito è agevole ma inizia a farsi decisamente più faticosa negli ultimi 200m di dislivello, io sono alla frutta e per fortuna i ragazzi di Milano se lo battono loro, imprecando spesso.. ho dei geloni alle mani pazzeschi, un male cane!! 

Lentamente ma inesorabilmente con passo himalayano raggiungiamo finalmente il colle, stremati. Ancora un piccolo sforzo e ri-guadagnamo il sole del versante sud ma la temperatura è sempre bassissima (-16 a quella quota secondo arpa piemonte alle 13).

Sostiamo circa 15 minuti poi torniamo all’attacco del colle per prepararci alla discesa che si preannuncia succulenta.

Prima curva..parto gradasso e convinto e… cado… per fortuna senza conseguenze, ho preso l’unica placca dura del canale, fanculo.

Mi rialzo un po’ stordito da quella leggerezza e continuo giù nel polveroso canale, ora è goduriaaaaa. Davvero bellissimo, curve di qualità su polvere kompressor libidinosa.

Finito il canale i pendii si aprono e la velocità aumenta esponenzialmente, anche qui tutto bellissimo, curve ampie anche se le gambe sono davvero provate ,stanche e mi contengo un po’ nelle cazzate..

In breve tempo raggiungiamo il pianoro con sorriso da ebeti, spettacolo puro! 

Giuseppe ha qualche problema fisico e con gli altri scendiamo fino alla pista di fondo ma quel pazzo furioso milanese (se legge sa!) prende la direttissima nel bosco… all’inizio va bene ma poi la neve scarseggia in relazione alla morfologia e ci toccano gli 200/300m un po’ merdosi.

Davvero gita TOP, bellissima. Grazie a tutti.

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