Flassin parete nord.

Una situazione ripetitiva ormai: nevica solo più nella parte ovest della VDA e da noi vento, vento e ancora vento, non se ne può più davvero. Un inverno davvero pessimo per il torinese salvato solo dalle nevicate di inizio inverno.


Dettagli e descrizione GITA:

Quota di partenza : 1370m

Quota vetta : 2770m

Dislivello complessivo : 1400m

Difficoltà : BS

Esposizione: sud est salita, nord discesa

Periodo consigliato: dicembre-marzo

Dal parcheggio della pista di fondo (e slittini), risalire il vallone su strada poderale solitamente battuta fino all’Alpe Flassin. Quindi proseguire su pendii più ripidi in direzione dell’evidente colletto (circa 2650 mt) tra la Testa Cordella e il Mont Flassin (rispettivamente sulla destra e sulla sinistra rispetto al senso di marcia).
Dal colletto piegare a sinistra seguendo la larga cresta via via più ripida fino all’anticima (2755 mt) dove si possono lasciare gli sci per toccare la cima vera e propria (2772 mt). Per il tratto di cresta tra l’anticima e la cima potrebbero essere utili picozza e ramponi.

Discesa effettuata dalla nord, diretta con arrivo alla pista di fondo.

By www.gulliver.it 


Meteo del giorno

Cielo coperto al mattino con progressivo miglioramento durante la mattinata fino a cielo completamente sereno nel pomeriggio

Venti deboli con locali rinforzi sulle creste

Innevamento discreto, nella media stagionale ma spazzato fortemente dal vento in quota, specialmente i pendii a ovest, nord ovest completamente puliti. Circa 20/30cm nei giorni scorsi di neve nuova ma in quota spazzati.

Pericolo valanghe: 3

Situazione neve in cm (versanti sud-nord) in discesa

– 1500m:      30-100    umida/polverosa

– 2000m:     120-200  polverosa

– 2500m:     150-250  polverosa

– 3000m:     150-300  polverosa


Ma che succede al clima? una situazione di stallo pazzesca, solo più correnti da nord ovest e vento infinito, seccume e precipitazioni solo nelle stesse aree, nonché un caldo record, l’inverno più caldo di sempre..

Riorganizzo con i ragazzi di Milano per andare a fare il Gran Creton ma.. mentre saliamo scopriamo che i 10/20cm previsti nella notte sono diventati 40/50 e le condizioni di sicurezza sono cambiate per ovvi motivi. Dopo un briefing in autogrill decidiamo di cambiare meta, a malincuore, ma per forza di cose non si può fare. Optiamo per un Flassin, con l’opzione di scendere la nord. 

Arrivati al pacheggio c’è una ressa degna di Rimini ad Agosto, almeno 50 scialpinisti pronti per salire, assurdo, mai vista una roba simile, quindi inevitabilmente scenderemo la nord.. Saliamo belli spediti, grazie al traccione che stanno battendo i primi, la progressione è molto bella nel bosco ovattato di neve fresca. Il nostro gruppetto sale tranquillo e spariamo le solite cazzate per farci qualche risata. 

Arriviamo ai pendii più alti dove la memoria mi riporta alla splendida salita del Fallere sul canale nord ovest di qualche anno fa, gita epica in condizioni da urlo, i pendii anche questa volta sono splendidi, liscissimi e polverosi, risaliamo la dorsale a sud e dopo la ghiacciaia del fondovalle ora il sole colpisce diretto e inizia a fare caldo, sudo. 

Arrivare in cima al Flassin è molto semplice ma la folla per arrivare da noia, sbirciamo dalla cima e dal colle i pendii a nord, sembrano fantastici e dopo foto e video di rito iniziamo a scendere dalla direttissima. Primo Mirko, io per terzo e scelgo un canaletto diretto a sinistra. Discesa superba: polvere fantastica velocissima, una goduria, dapprima ripido con curve strette, poi via via più ampie e veloci, fino a raggiungere Mirko, bellissimo! Dopo passiamo un lungo pezzo dritto dopodiché la pendenza ritorna più costante anche se… abbiamo sbagliato, dovevamo ripellare fino al colle per godere anche dell’ultima parte del bosco. Purtroppo finiamo nell’avvallamento del torrente che durerà per il resto della discesa. Solo alla fine il bosco la discesa diventa più regolare ma purtroppo si fa anche molto più fitta la vegetazione e meno sciabile. Obbiettivo per fortuna raggiunto all’inizio della pista di fondo: portato le gambe a casa, con annessa caduta in un buco coperto dalla neve fresca.. 

 

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